
Vincenzo Martemucci
Cena a 390 dollari a cranio. Il Ponte di Gravina è ufficialmente una sala ricevimenti?
Sabato sera sul Ponte della Madonna della Stella si è tenuta una cena internazionale da 390 dollari a persona. Bellissima, per carità: vino del territorio, chef locali, ospiti arrivati dall'altra parte del mondo per scoprire un posto che altrimenti non avrebbero mai visto. Trenta ragazzi di Gravina hanno lavorato. Tutto in regola, ci viene assicurato: suolo pubblico, Soprintendenza, permessi, la trafila burocratica, rispettata per intero. Una sola curiosità, sul quale parte una polemica feroce, sulla quale si esprimono testate giornalistiche anche di respiro nazionale: come si fa a prenotarlo, il ponte? C'è un regolamento? Una tariffa? Un ufficio? Un modulo? Perché due anni fa fu celebrato un matrimonio e adesso un banchetto internazionale, con la cittadinanza che continua a scoprirlo passando di lì per caso? In questo video: chi ha organizzato la serata e perché l'iniziativa in sé è lodevole, la storia della gru che si smonta con tempismo suggestivo, la polemica sollevata sui social , e la domanda che nessuno vuole affrontare — se domani ci vogliamo andare tutti a fare una feste, chi decide chi può farlo? Basta rispettare un regolamento? Questo regolamento esiste? Se sì basta rispettarlo per essere autorizzati? O si applica, il solito, collaudato metodo gravinese dei figli e figliastri? Spoiler: l'evento non è il problema. Il problema è che il meccanismo per farlo non esiste, o, se esiste, è più segreto del dossier di Gravina Capitale della Cultura 2028.




