
Episode #48
Ken il Guerriero: Hokuto no Ken, recensione + Parole Serie | 16x48
Recensione della nuova serie animata Ken il Guerriero: Hokuto no Ken, in esclusiva su Prime Video, più una nuova parola dello Zibaldone di Sono Cose Serie. Miki avvisa subito: con la scusa di recensire Ken, alla fine ve ne consiglia un'altra. Prima però si torna indietro. 1982, Tetsuo Hara esordisce con un manga sul motocross e viene cancellato dopo dieci settimane; è il suo editor Nobuhiko Horie a proporgli l'idea di un guerriero che fa esplodere gli avversari toccando i punti di pressione. Con Buronson alla sceneggiatura e un futuro post-atomico preso di peso da Mad Max nasce il fenomeno da cento milioni di copie che insegna allo shonen la mossa finale letale, quella che Mortal Kombat chiamerà fatality. Sulla scrittura la nuova serie animata di Hokuto no Ken, prodotta da TMS Entertainment con 7studio e diretta da Hiroshi Maeda, regge benissimo: quattordici episodi che macinano una quantità di capitoli impressionante, un Bat più cinico e meno macchietta, il duello con Shin dilatato per costruire tensione. Il problema è tutto quello che ci sta intorno. Capelli e materiali legnosi, articolazioni dubbie, facce che non si muovono, e quel controluce verde su cui in puntata nasce una teoria: sarà la radiazione di fondo? Il risultato somiglia a una sequenza di cut-scene da PlayStation 1, e brucia ancora di più quando ti accorgi che certe inquadrature vogliono ricreare le tavole di Hara. Una cosa si salva, ed è italiana. Maurizio Merluzzo eredita Kenshiro dopo aver dato voce a Juza delle Nuvole, la direzione del doppiaggio è di Paolo De Santis, non c'è una censura nemmeno sulle parolacce. Nel mezzo c'è un saluto ad Alessio Cigliano, la voce storica di Ken. Poi arriva lo scam annunciato. Stessa piattaforma, stesso anno: Science SARU, lo studio di Dandadan, riporta Ghost in the Shell al manga di Masamune Shirow invece che al film di Mamoru Oshii del 1995, e lo fa restando nel disegno animato in 2D. Due studi, lo stesso rischio, due esiti opposti: la recensione di Ken il Guerriero diventa un discorso su quando un remake tradisce davvero. Alla fine i voti con Scala Tecnica, Densità Narrativa, Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione. Chiude Parole Serie, lo Zibaldone di Sono Cose Serie, con il termine "inattentive watching": guardare una serie mentre fai altro. Matteo lo fa risalire alle soap opera, costruite per chi stirava o girava il sugo, con la musica che avvisava di alzare la testa e il dialogo che riassumeva la scena persa. Cambia solo l'attrezzo in mano: mestolo ieri, gamepad oggi. Consigliato in puntata: The Ghost in the Shell (Science SARU, 2026), su Prime Video https://www.primevideo.com/-/it/detail/0MRWXUDE3L303XFEJRNWB20S3O E ricordate: chi non si muove a 24 fotogrammi al secondo e non ci ascolta è un birimbino! Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Doppiat{t}ori, il nostro racconto sul doppiaggio italiano, dove Maurizio Merluzzo è di casa: https://doppiattori.it Serialtelling, come sono fatte le storie seriali, soap opera comprese: https://serialtelling.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie






