
Interviste di Giornale Radio
“Gaza usata come un laboratorio”: Maria Elena Delia svela l’orrore del rapporto ONU sui bambini palestinesi
“Gaza usata come un laboratorio”: Maria Elena Delia svela l’orrore del rapporto ONU sui bambini palestinesi Le prove raccolte dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite non lasciano spazio a interpretazioni: i bambini palestinesi a Gaza sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi. Non si tratta di danni collaterali, ma di una precisa volontà politica che punta al cuore pulsante di una nazione. Questa denuncia è stata al centro de“Il Timone delle 13” con Paolo Sergio su Giornale Radio, dove la portavoce di Flottilla Italia, Maria Elena Delia, ha commentato i passaggi più cruenti del documento. Il rapporto descrive una “strategia per distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza”, un’accusa che Delia definisce spaventosa ma tragicamente coerente con i fatti osservati sul campo. Gaza come laboratorio di morte per i militari L’orrore non nasce nel vuoto, ma si alimenta di testimonianze dirette che arrivano persino dall'interno dell’apparato militare israeliano. Delia cita le associazioni di ex soldati come “Breaking the Silence”, uomini che hanno deciso di rompere l’omertà sugli ordini ricevuti durante le operazioni. “Hanno raccontato di come quando si entrava a Gaza e c’era il via libera per tutto e tutti, cioè si poteva fare qualsiasi cosa”, spiega l’attivista, descrivendo una realtà in cui l’accanimento era la norma. Secondo queste testimonianze, la Striscia veniva considerata “una sorta di laboratorio nel quale i gazawi dovevano essere trattati come bestie al macello”. È una disumanizzazione radicale che trasforma una popolazione civile in cavie per un esperimento di forza militare assoluta. Un piano di pulizia etnica esplicitato alla Knesset Secondo Delia, non siamo di fronte a un complotto segreto gestito da pochi fanatici, ma a un progetto politico discusso apertamente nelle sedi istituzionali. “Quello che è il piano di pulizia etnica dello Stato israeliano è un piano che peraltro è stato esplicitato molto spesso anche pubblicamente negli interventi dei parlamentari alla Knesset”, incalza la portavoce. Non si tratterebbe quindi di un “piano carbonaro”, ma di una strategia di espansione sionista che vede nello sterminio biologico di un popolo un passaggio necessario. “Arrestare biologicamente la riproduzione di un popolo che loro vogliono sterminare rientra in maniera spaventosa all’interno di questo progetto”, afferma Delia, sottolineando come molti esperti e giuristi internazionali, tra cui Francesca Albanese, abbiano tentato invano di avvertire il mondo per decenni. La sordante giustificazione delle democrazie occidentali Il dramma dei bambini di Gaza si consuma sotto gli occhi di un’opinione pubblica internazionale che Delia accusa di complicità o, nel migliore dei casi, di indifferenza. Il rapporto ONU punta il dito contro il governo di Tel Aviv, ma l’attivista estende la responsabilità a chiunque non condanni apertamente queste azioni. “Tutto avviene nella sordante giustificazione anche da parte dei paesi occidentali, inclusa l’Italia”, denuncia Delia, criticando l’uso retorico del concetto di difesa. Per la portavoce di Flottilla Italia, la frase secondo cui “Israele ha il diritto di difendersi” è diventata lo scudo dietro cui si nasconde un “diritto abusato” che permette la sistematica violazione dei diritti umani più elementari. La storia che non insegna nulla ai carnefici C’è un paradosso atroce e sanguinario che attraversa questa guerra, un richiamo alla memoria che rende tutto ancora più cupo. Delia riflette sul fatto che chi oggi mette in atto questo piano porta nel proprio sangue il ricordo di chi, durante la Seconda Guerra Mondiale, subì lo stesso tipo di attacco. “Questo fa ancora più paura, perché forse significa davvero che la storia quando non la si vuole ascoltare purtroppo è maestra, ma se non ha orecchie davanti ad ascoltarla non insegna proprio niente”, conclude amaramente l’intervistata. L’appello finale è quello di non spegnere la luce su Gaza, per non diventare complici di un crimine che va oltre ogni immaginazione della crudeltà umana. In sintesi * Targeting dei bambini: Il rapporto ONU conferma che i bambini di Gaza sono presi di mira deliberatamente per interrompere la continuità biologica del popolo palestinese. * Gaza come laboratorio: Ex militari israeliani testimoniano ordini di violenza indiscriminata, descrivendo Gaza come un laboratorio di sperimentazione militare. * Piano politico pubblico: La pulizia etnica non è segreta, ma viene discussa apertamente dai parlamentari della Knesset come parte dell'espansione sionista. * Critica all'Occidente: Denunciata la complicità dei paesi occidentali e dell'Italia, che giustificano le violenze come "diritto alla difesa". FAQ Cosa dice esattamente il rapporto ONU sulla morte dei bambini? Il rapporto afferma che l'uccisione e il ferimento dei bambini palestinesi fanno parte di una strategia deliberata per distruggere l'esistenza futura del gruppo a Gaza. Chi sono i militari che testimoniano contro l'esercito israeliano? Sono ex membri delle forze di sicurezza, spesso riuniti in associazioni come "Breaking the Silence", che denunciano di aver ricevuto ordini per trattare i civili come "bestie al macello". Ascolta Il Timone delle 13 con Paolo Sergio dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 14 sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui il canale YouTube di Giornale Radio: https://www.youtube.com/@GiornaleRadio






