
Frasivolanti blog - di Laura Ressa
Dal GAP Livorno alla Flotilla, storie di lotta e resistenza - Intervista a Simone D'Aversa
Simone D'Aversa è attivista e portavoce sindacale legato alle lotte portuali. È membro di GAP (Gruppo Autonomo Portuali) di Livorno e lotta attivamente per il blocco navale antimilitarista. È stato tra i promotori del presidio permanente e del blocco logistico volto a impedire l'attracco e il carico di navi (come la Slcn Severn) che trasportavano mezzi o materiale bellico destinato a scenari di conflitto, in particolare in solidarietà con il popolo palestinese. Simone sostiene fermamente la necessità di ricomporre e unificare la classe lavoratrice. Promuove l'indipendenza dei lavoratori dai partiti politici tradizionali (sia di destra che di centrosinistra) e spinge per la costruzione di un'alternativa politica che parta dal basso, utilizzando lo sciopero e il blocco della logistica come primari strumenti di pressione sociale. Nell'ambito del suo impegno per la Palestina, Simone ha partecipato alle mobilitazioni contro il blocco della prima Flotilla e l’arrivo delle navi Zim e Severn. Una battaglia che ha visto i portuali in prima linea nel denunciare il ruolo della logistica e dei traffici marittimi nella filiera della guerra. Simone inoltre ha partecipato alla missione marittima internazionale della Global Sumud Flotilla. Il 18 settembre 2026 Simone D'Aversa è stato protagonista dell'intervista in diretta sui canali Frasivolanti. Un'occasione per ascoltare la sua testimonianza di lotta, le scelte che l'impegno di mobilitazione porta con sé e la visione di una classe lavoratrice che diventa soggetto politico. Riporto di seguito alcuni stralci di un'intervista rilasciata da Simone. "Il porto di Livorno è da anni uno dei nodi principali del traffico di armi in Italia. È in questo contesto che nasce GAP, Gruppo Autonomo Portuale, un collettivo autorganizzato di lavoratori portuali che ha saputo intrecciare la lotta sindacale con quella politica, facendo dello sciopero e del blocco fisico i propri strumenti principali di azione contro il transito di materiale bellico. [...] Simone: Il punto di partenza della creazione di GAP è stato il sentimento di sfiducia e perdita di interesse maturato negli anni da parte di alcuni lavoratori nei confronti dell’attività sindacale, ma che con l’aumento dei conflitti a livello mondiale e la corsa al riarmo, e la realizzazione che il porto di Livorno era interessato in maniera crescente dai traffici di armi, ha suscitato in molti lavoratori il bisogno di rimettersi in gioco, ricostruendo un rapporto con l’attività sindacale e politica tramite la presa di posizione e di coscienza sul posto di lavoro. [...] Gli elementi principali della sfiducia sono due: Da un lato, il netto capovolgimento degli ultimi vent’anni dell’atteggiamento del sindacalismo confederale, che tende a dialogare più con il padrone che con la base, a livello nazionale ma anche locale. Al tempo stesso, i sindacalismi di base, pur facendo vera opposizione ai padroni e muovendosi bene in alcuni settori, restano esclusi da molti tavoli importanti per i lavoratori (per esempio le contrattazioni del contratto nazionale). I sindacati di Base possono spingere a livello politico e di mobilitazione per influire sulle decisioni ma poi a decidere sono altri. Di conseguenza una parte dei lavoratori non li percepisce come appoggio sufficiente, se non in alcuni settori. [...] Abbiamo sempre cercato di mantenere un impegno che non si limitasse al porto e al nostro posto di lavoro, ma che si estendesse al territorio: oltre a essere lavoratori portuali, siamo livornesi, e riteniamo importante occuparci anche delle vicende locali. [...] I primi blocchi li abbiamo fatti in 7 o 8 persone, perché ritenevamo quella la nostra forma di azione e di agibilità nel luogo di lavoro. Questo approccio ci ha permesso di dialogare con il porto, con la città e con le famiglie di chi ci lavora, creando discussioni anche all’interno dei nuclei familiari. All’interno del collettivo esistono forme diverse di coinvolgimento e collaborazione. C’è un nucleo operativo che partecipa stabilmente alle assemblee e all’organizzazione delle iniziative. Ma ci sono anche molte persone che, pur non esponendosi pubblicamente, ci segnalano traffici sospetti, ci inviano informazioni sui carichi, ci aggiornano su arrivi, partenze, orari e turni. Un supporto che, in alcuni casi, si rivela fondamentale. [...]" Per approfondire: https://www.lavocedellelotte.it/2026/07/06/intervista-al-gruppo-autonomo-portuali-livorno-come-la-classe-lavoratrice-puo-tornare-soggetto-politico-protagonista/ https://infoaut.org/conflitti-globali/livorno-portuali-bloccano-il-transito-di-una-nave-carica-di-armi-usa-la-polizia-sgombera-il-presidio https://www.losservatore.com/2026/05/13/un-livornese-sulla-flotilla-il-racconto-di-simone/ https://ilmanifesto.it/livorno-bloccata-nave-israeliana https://www.instagram.com/gruppoautonomoportualilivorno https://www.livornotoday.it/cronaca/flotilla-gaza-abbordaggio-racconto-livorno.html






