
Analisi e commenti | RRL
375 - La liberazione di Vienna e la festa del Nome di Maria
All’alba del 12 settembre 1683, dalle alture del Kahlenberg, lo sguardo spaziava sulla città di Vienna avvolta dal fumo. Da quasi due mesi la capitale dell’Impero era stretta nella morsa dell’esercito ottomano. Le mura, sconvolte dalle mine, erano ormai sul punto di cedere; i difensori, decimati dalla fame, dalle malattie e dai combattimenti, si preparavano all’ultima resistenza. Al di là dei bastioni si stendeva, immenso, l’accampamento del gran visir Kara Mustafa, con le sue tende, i suoi stendardi e una moltitudine di soldati giunti fin nel cuore dell’Europa.La caduta di Vienna sembrava imminente. E con Vienna sarebbe stata aperta all’Islam la strada verso la Germania e l’Europa centrale. L’avanzata turca era iniziata nella primavera del 1683. Kara Mustafa aveva raccolto un esercito imponente e, risalendo attraverso l’Ungheria, era giunto davanti a Vienna il 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I aveva lasciato la capitale, affidandone la difesa al conte Ernst Rüdiger von Starhemberg. Questi disponeva di poche migliaia di uomini, ai quali si unirono volontari e cittadini. Per settimane i viennesi respinsero gli assalti, spensero gli incendi, ripararono le brecce e scavarono gallerie sotterranee per intercettare le mine nemiche.

