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Gender pension gap: 5 motivi per cui le donne non possono aspettare
Tutti dobbiamo pianificare il nostro futuro pensionistico — ma per le lavoratrici ci sono cinque motivi in più per farlo con urgenza. In questo episodio Andrea Carbone di Smileconomy li analizza uno per uno, con dati concreti e una prospettiva che riguarda milioni di donne in Italia. Le retribuzioni femminili sono in media il 22% più basse di quelle maschili, anche a causa di maternità, part-time e carriere discontinue. Nel sistema contributivo, guadagnare meno significa versare meno contributi: le neo-pensionate del 2024 hanno ricevuto assegni inferiori del 29% rispetto ai neo-pensionati. A questo si aggiunge un'attesa di vita di quasi 3 anni superiore a quella maschile a 65 anni: più tempo da coprire, con meno risorse disponibili. Ma non finisce qui. Vivere più a lungo espone a una maggiore probabilità di non autosufficienza — dopo i 75 anni una donna su due ha limitazioni nelle attività quotidiane — e, dato che le spose sono mediamente più giovani degli sposi di circa 3 anni, c'è una concreta probabilità di affrontare in media 6 anni di longevità da sola, senza il supporto del partner. Cinque ragioni per cui pianificare una rendita integrativa — attraverso i fondi pensione — e riflettere per tempo sui propri bisogni sanitari e assistenziali non è un'opzione, ma una priorità.

